PPITAEU14 Affari Esteri

Da Partito-pirata.

Indice

Partecipanti al sottogruppo

topic sul forum: https://forum.partito-pirata.it/index.php?topic=1455.0

  • Orso
  • Max
  • Alv
  • Gagga
  • Bazzool

Task

 - issues dall'ap su questi temi: raccoglierle e indicarle con i links  - dati quantitativi anno 2011, raffronto con paesi di riferimento  - analisi critica - breve e semplice

Obiettivo

 - arrivare insieme a un breve testo (~2 cartelle) di base  - tempo due settimane - passarlo al pad centrale

Informazioni dall'UE

Viste le due cartelle direi che dobbiamo limitarci parecchio e fare una selezione. L'Europa attua la politica estera e di sicurezza comune (PESC) attraverso il Consiglio dei ministri, quindi sono di fatto i vari stati a decidere se e come portare avanti le decisioni comuni. Comunque recentemente si è costituito una parvenza di ministero degli esteri: "l'Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza" (che è anche il vicepresidente della commissione europea) ha al suo servizio l'EEAS (Servizio europeo per l'azione esterna, http://www.eeas.europa.eu/index_it.htm). Nell'EEAS confluiscono anche rappresentanti di:  - EUMS (personale esercito europeo)  - CPCC (traduzione: polizia europea)  - INTCEN (Intelligence)

Il trattato sull'Unione europea dove sta scritto come funziona il tutto (Titolo V, Disposizioni generali sull'azione esterna dell'unione e disposizioni specifiche sulla politica estera e di sicurezza comune) http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:C:2010:083:0013:0046:IT:PDF

L'articolo 21 definisce gli obbiettivi riassumendo (molto, andatevi a leggere l'originale):

1. L'azione dell'Unione sulla scena internazionale [...] si prefigge di promuovere nel resto del mondo:   - democrazia  - Stato di diritto  - universalità e indivisibilità dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali  - rispetto della dignità umana  - principi di uguaglianza e di solidarietà  - rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale [...]

Poi prosegue dicendo che per far questo stringe trattati con le altri nazioni che condividono etc etc. Prende a riferimento i seguenti trattai internazionali: http://it.wikipedia.org/wiki/Statuto_delle_Nazioni_Unite - Istituzione dell'onu http://it.wikipedia.org/wiki/Accordi_di_Helsinki - legato alla guerra fredda http://it.wikipedia.org/wiki/Carta_di_Parigi - quella che istituisce gli organi citati sopra

Una valutazione sull'efficacia dell'azione Europea e sui temi più caldi del momento si può torovare presso "The European Council on Foreign Relations (ECFR) http://www.ecfr.eu/scorecard/2013, un think tank supportato da molti dei principali politici Europeisti.

Altri link utili: http://it.wikipedia.org/wiki/Politica_estera_e_di_sicurezza_comune http://eur-lex.europa.eu/it/treaties/index.htm http://europa.eu/legislation_summaries/foreign_and_security_policy/index_it.htm


Mi sembra indispensabile individuare i principi ovvero le premesse politiche. Condividiamo le premesse del PP.D? Se è così, partiamo da lì: eccole:

Nonostante tutte le promesse superficiali di proteggere i nostri diritti, la rivoluzione digitale di tutti i settori della nostra vita costituisce una minaccia senza precedenti alla dignità umana ed alla libertà. La velocità a cui questo sta accadendo supera la velocità con cui l'opinione pubblica, le leggi e gli individui sono in grado di reagire. Allo stesso tempo, le possibilità di regolare tale processo attraverso il quadro democratico dei singoli stati sta scomparendo. La globalizzazione della conoscenza e della cultura umana attraverso la digitalizzazione e messa in rete sfida tutti gli aspetti dei nostri sistemi giuridici tradizionali, economici e sociali. Le risposte sbagliate a questa sfida costituiscono solo uno dei motivi che promuovono la nascita di uno stato di polizia globale. La paura del terrorismo internazionale fa sì che lo sicurezza sembri più importante della libertà. Libertà dell'informazione, libero accesso alla conoscenza e alla cultura e protezione della privacy sono i pilastri della società dell'informazione del futuro. Solo su questa base è possibile che emerga un ordine democratico globale che garantisca la giustizia sociale e la libertà. In primo luogo e principalmente, il Partito Pirata si considera parte di un movimento politico globale che vuole modellare il nuovo ordine a il beneficio di tutti. Il Partito dei Pirati vuole concentrarsi sui temi menzionati nella piattaforma del partito, dal momento che questo è l'unico modo per emergere queste importanti questioni.  Alla stesso tempo, crediamo che tali questioni dovrebbero avere il sostegno dei cittadini da tutte le parti dello spettro politico tradizionale. Se ci collocassimo in una sola parte di questo spettro ostacoleremmo la condivisione della lotta per la liberta della conoscenza e della cultura e per la tutela della privacy.

Cercando su LF non sono riuscito a trovare niente più che ombre. Se qualcuno sa come fare una ricerca seria è pregato di farla ;) Comunque 2 vaghi cenni, sia pure indiretti, ci sono:

<< Iniziativa i402: Principio di merchandising etico

Dietro a tali aziende ci sono spesso condizioni di lavoro infime e de-localizzate nelle periferie del mondo, seguendo una logica riconoscibile anche nella classe dirigente Italiana degli ultimi vent'anni che ha fatto buon gioco a massimizzare i profitti spostando le fabbriche all'estero ed in questo modo impoverendo i lavoratori Italiani. [...]

>>

<< https://agora.partito-pirata.it/initiative/show/2189.html


PREMESSA: L'unione Europea ha deciso di applicare, spesso in maniera unilaterale, severe norme sia per la tutela dell'ambiente sia per la tutela dei diritti dei lavoratori PROPOSTA: Il Partito Pirata Italiano ritiene ragionevole che siano colpiti da imposte, sociali o ambientali, quei prodotti che provengono da paesi che non adottano norme a tutela di lavoratori e ambiente paragonabili a quelle europee

>>

<< Iniziativa i1094: Programma: Alimentazione sana e sostenibile https://agora.partito-pirata.it/initiative/show/1094.html

L'alimentazione della popolazione è quasi interamente affidata al libero mercato. [...] alla consapevole spesa delle persone al mercato si aggiunge la inconsapevole spesa sanitaria, spesso accollata al sistema sanitario di sussistenza nazionale. [...] Anche da un punto di vista globale si è creato uno sbilanciamento: I guadagni di una gran parte della vendita di prodotti dolciari o altrimenti di bassa qualità salutare lascia il territorio nazionale mentre le spese sanitarie ce le sobbarchiamo noi.

Per ottenere un giusto equilibrio nel libero mercato dell'alimentazione proponiamo una tassazione dei prodotti meno salutari a favore di un sistema sanitario più efficace e più solidale. Tale tassazione è da applicare all'importazione e nel commercio all'ingrosso delle materie prime di produzione in modo tale che il mercato capillare di consumatori nei supermercati e ristoranti non ne sia direttamente affetto. [...] >>

Dal primo direi che siamo interessati ad ostacolare la delocalizzazione, dal secondo ad un sistema di tassazione alle frontiere che prenda in considerazione aspetti etici (in questo caso spese sanitarie).

Cercando di buttar giù un elenco di temi trovati a grandi linee (per quanto riguarda Estero, circa) direi:

 1) Riforma brevetti: (sentire qualche pirata esperto su proposte specifiche per EU)  2) Divieto vendita di tecnologie Defective By Design in Europa (DRM Free come bollino sui prodotti? :) )  3) Tassazione merci in ingresso per motivi etici (salute ok, ma io ci aggiungerei condizioni del lavoro, tutela ambientale, diritti civili, così veniamo un po' incontro anche alla uno)  4) Legislazione sulla libertà di informazione e pubblicazione in rete in tutta la comunità

Non so quanto queste tematiche saranno piuttosto messe sotto altre voci, anche se hanno una dimensione estera sono appropriate anche per altri punti.

Mancano completamente i temi Esteri tradizionali, posizione sulle guerre etc, che però possono tranquillamente essere mutuati da quelli attuali, che a parole non sono male ;)

Io di mio metterei nel calderone (a ed f abbastanza possibili, le altre un po' più durette ;) ):

a) Sciogliere (per passi) e far confluire tutte le varie rappresentanze diplomatiche di tutti i paesi Europei nella EEAS: meno ambasciate, consoli, inteligence etc, con un ovvio risparmio, una presenza più diffusa, una capacità di intervento a protezione dei cittadini EU molto più alta b) Alto rappresentante risponde al parlamento non al consiglio (o almeno "Anche" al parlamento almeno all'inizo) c) Scioglimento degli eserciti nazionali e confluenza nell esercio della UE (in pratica non cambia molto, già adesso la difesa è della NATO, solo che noi ci mettiamo un esercito UE a trattare con gli USA invece dei vari stati nazionali) d) Scoglimento della intelligence nazionale e confluenza nella UE e) Scoglimento delle polizie nazionali e scioglimento in polizie locali da un lato e nella forza di polizia UE dall'altro f) Proposta dell'adozione di una lingua unica mondiale. Temporaneamente può essere l'inglese, ma solo per promuovere a livello ONU un processo di creazione di una lingua comune internazionale tipo esperanto ma che comprenda anche le culture linguistiche più distanti.

Proposta di integrazione della premessa germanica: Libertà dell'informazione, libero accesso alla conoscenza e alla cultura e protezione della privacy sono i pilastri della società dell'informazione del futuro. Solo su questa base è possibile che emerga un ordine democratico globale che garantisca la giustizia sociale e la libertà. L'Europa può e deve essere protagonista di questo processo di rinnovamento, rafforzando i caratteri federativi dell'Unione Europea e promuovendo il rafforzamento dell'Organizzazione delle Nazioni Unite come sede del governo globale del nuovo ordine."

Orso, secondo me, le proposte a-b-d-e sono difficili da realizzare, ma molto condivisibili. La c è realizzabile, ma si pone il problema dei paesi neutrali (è vero che per i membri NATO, la cosa è già abbastanza così, ma paesi come la Svezia o l'Austria? Senza considerare che potrebbe essere un problema futuro per l'adesione di paesi storicamente neutrali come la Svizzera). Piuttosto, pensavo, ma rispetto alle immediate vicinanze di casa nostra: Medio Oriente e Nord Africa qual'è la posizione del PP-it? La questione palestinese? Le primavere arabe? L'adesione della Turchia all'UE? La questione clandestini/rifugiati nel Medieterraneo? L'allargamento dell'UE verso altri stati dell'Est (Moldavia, Armenia, Ucraina,etc...)? Il nucleare iraniano? Il PP-de ha delle posizioni al riguardo?

Metto qui sotto un approfondimento-proposta per la lingua universale. Credo potrebbe essere un buon punto, soprattutto se lo uniamo ad altro dove specifchiamo una posizione più geolocale. L'idea è far capire che siamo per un'umanità unita e cooperativa ma contrari all'irresponsabilità dell'economia finanziaria globale e della cultura unica. Che dico apro l'argomento anche sul forum? Se trovo feedback positivi potrei portarlo in AP per vedere se sono posizioni condivise dai pirati.


|******************** Lingua Universale ********************************|

lingua internazionale - una lingua comune a tutti i paesi che consenta la comunicazione essenziale fra popolazioni diverse lingua materna -  lingua madre lingua d'elezione - lingua che uno sceglie di imparare oltre a quella madre per ragioni sue lingua ausiliare - linguaggio costruito a tavolino per essere facile da apprendere, preciso e neutro culturalmente

Principio nel programma

<< La necessità dell'esistenza di una lingua ausiliare internazionale è provata dai fatti, prima ancora che dal buon senso. E' un fatto che la comunità scientifica internazionale parla in inglese. Oggi è  prassi comune creare versioni in inglese di siti web, non per l'esigenza di parlare ai madrelingua inglese, ma per poter comunicare con persone di tutte le nazioni. La ricerca di una lingua universale ha portato alla creazione di oltre una quarantina di nuove lingue, proposte appositamente per questo scopo e nonostante l'enorme sforzo richiesto. L'uso dell'inglese come lingua internazionale però presenta moltissime criticità. E' una lingua esistente, quindi offre un vantaggio, concreto o solo percepito non interessa, ai popoli che la parlano nativamente. La lingua è anche veicolo di una cultura, l'opposizione di molti popoli e nazioni ad adottare l'inglese come lingua internazionale universale è forte e motivata. L'inglese è inutilmente complesso e irregolare, come tutte le lingue vive. La sperimentazione ha verificato che un individuo adulto può generalmente arrivare ad una buona padronanza di linguaggi ausiliari, quali l'Esperanto, in un paio di anni di studio scolastico, contro decenni della lingua inglese. Nel caso delle lingue romanze la differenza in ore di studio essendo addirittura valutata in un rapporto 1/10.

Il PP si adopra per favorire l'adozione di un linguaggio internazionale ausiliario in sede ONU e per la costituzione di un apposito organismo internazionale che ne fissi la norma e coordini l'adozione. A livello Europeo il PP è favorevole ad arrivare all'adozione di questo linguaggio internazionale ausiliare come lingua ufficiale dell'Unione e all'obbligo di insegnamento precoce in tutte le scuole di tutte le nazioni dell'unione di 3 lingue: madre, internazionale e d'elezione. >>

Approfondimenti

Esperanto

Alcuni studi hanno mostrato come in caso di un'azione forte e coordinata per l'adozione dell'Esperanto come lingua europea, con piani straordinari di formazione capillare, si potrebbe arrivare a far si che l'intera popolazione Europea parli e scriva sufficientemente bene questa lingua da permettere una conversazione concreta fra abitanti di due paesi diversi in meno di 2 (DUE) anni! Si vedano a questo proposito gli studi dell'"Institute of Cybernetic Pedagogy at Paderborn", che hanno comparato le ore di studio necessarie, per degli studenti liceali di madre lingua francese, per ottenere una conoscenza paragonabile in 4 lingue estere (italiano, tedesco, inglese ed esperanto). L'Italiano è risultata la più facile delle 3 lingue vive per gli studenti francesi, con solo 1000 ore di studio contro i 1500 dell'inglese e i 2000 del tedesco. L'esperanto si è attestato sulle 150 ore! Inoltre l'esperanto è universalmente più facile e vari studi hanno mostrato che, seppure leggermente più facile da imparare per chi è di madrelingua romanza, e quindi indoeuropea, tali differenze non sono molto marcate! Quindi anche un cinese potrebbe imparare a parlare e scrivere in Esperanto in tempi paragonabili. In generale anche gli studi più conservativi concordano che si può imparare l'esperanto in circa 1/3 del tempo che ci si metterbbe ad apprendere qualunque altra lingua anche dello proprio ceppo linguistico, questo indipendentemente da quale sia il ceppo della lingua madre! Infine, anche se ignorato dai più, la comunità internazionale per l'adozione dell'Esperanto è molto attiva e ha ampio supporto anche nei paesi asiatici quali la Cina e il Giappone! Storicamente l'Esperanto ha avuto una grande importanza in Asia, sin dagli inizi del '900. L'esperanto è stato introdotto come 64° lingua in Google Translate, ha una comunità di circa un migliaio di madrelingua sparse per il globo (persone che sono cresciute con i genitori che gli parlavano in Esperanto, :-O ), è la seconda lingua per circa 10k persone ed è più o meno parlato da circa 2M. La wiki in esperanto c'è ed ha ~175k voci (contro le oltre 1M italiane o le oltre 4M di quella Inglese).

Alternative all'esperanto, perché non supportarlo direttamente?

Ci sono alternative che possono essere anche valide. Dal punto di vista pratico l'esperanto ha una lunga storia e una buona comunità di supporter e conoscitori, sarebbe quindi molto più faciel trovare appoggio politico e "insegnanti" qualora si potesse passare ad una fase attuativa. Vi sono però alternative, in genere derivazioni da questo, che offrono lievi vantaggi pratici, ad esempio l'Ido, fra l'altro, non utilizzano caratteri con accenti astrusi. Il nostro focus non credo debba essere la scelta della lingua ausiliare da adottare, quello è compito di tecnici e linguisti, il nostro fine è che venga adottata una lingua ausiliaria valida.

La scelta "multilinguismo" nella UE

Sebbene il costo diretto stimato della soluzione multilinguistica perseguita dalla comunità europea sia relativamente basso (circa 1€/cittadino per anno), il costo delle inefficienze, delle mancate opportunità e quant'altro è veramente difficile da calcolare. Si pensi semplicemente alle mancate opportunità lavorative che i cittadini Europei hanno per il solo fatto che non conoscono la lingua di un altro stato Europeo. Si sono fatti vari tentativi di stima, più o meno validi, ma la sola cosa evidente è che c'è un costo e questo costo è misurabile in diversi punti % del PIL europeo (si parla di decine se non centinaia di miliardi di Euro l'anno). Altra cosa evidente è che questo costo è chiaramente percepito, per cui è stata cerata una gerarchia fra le lingue di serie A e quelle di serie B e C. L'Italiano per ora resiste, quasi, in serie A (assieme all'inglese, al francese, al tedesco e allo spagnlo), anche se sempre più spesso ci sono proposte per eliminarlo, assieme allo Spagnolo, dal gruppo di testa (giusto a titolo di esempio si veda l'ultimo tentativo di esclusione dalle lingue ufficiali per i brevetti, evitata solo tramite l'abuso del persistente diritto di veto nazionale). Lo stesso fenomeno è presente all'ONU, dove ci sono le lingue "ufficiali", e quindi i delegati di quei paesi possono liberamente parlare in aula nella loro lingua madre, e quelle non ufficiali, per cui i delegati devono parlare in un'altra lingua (tipicamente l'Inglese). La resistenza opposta da germania e Francia all'instaurarsi dell'inglese come lingua unica Europea "de Facto" è tanto forte quanto vana, come mostrano chiaramente le tabelle aggiornate sulle lingue parlate in Europa. Se si resta al madrelingua si ha una netta dominanza del Tedesco, ma appena si va a considerare la seconda lingua ecco che si scopre come i cittadini Europei parlino fra di loro in Inglese. I 2/3 degli europei conoscono l'inglese, al secondo posto il tedesco ad 1/5. Da un sondaggio fra deputati e funzionari di Br uxelles è emerso che oltre il 50% dei meeting e degli incontri avviene nella sola lingua inglese, finalmente senza bisogno di "traduttori". Veniamo invece alla decisione multilinguistica della EU, si dice che ogni paese deve favorire l'apprendimento di due lingue straniere, oltre alla lingua madre. Questo principio è ottimo e lo supporterei, sostituendo erò alle due lingue straniere generiche la lingua comune più una d'elezione. Nella pratica attuale questa indicazione è generlamente ignorata, ad eccezione dei soliti paesi virtuosi d'Europa. Quando viene implementata la scelta de facto è "inglese + un'altra lingua a scelta (sempre più spesso asiatica)": quindi ancora una volta si sta di fatto affermando l'Inglese come lingua "ufficiosa" Europea. Un'analisi dei costi/benefici (economici) di 3 possibili soluzioni è contenuta nel "Grin report" del 2006.


Proposte pratiche, punti d'azione programmatica

Azione per l'ONU

Si propone di coinvolgere attivamente i paesi di lingua Asiatica, in particolare la Cina, nella scelta del linguaggio ausiliare e nella formazione di un ente tecnico, in stile accademia della crusca, che ne sancisca le regole e la forma. Ci sono buone possibilità che l'Esperanto possa essere accettata anche da questi paesi, ma se così non fosse l'importante è arrivare ad una definizione condivisa.

La stessa istituzione, o altra parallela, coordinerà la diffusione della lingua nel mondo, offrirà supporto attivo ai paesi per realizzare i loro programmi educativi.

Una terza istituzioen si occuperà di creare e trasmettere un canale radio/televisivo con notizie da tutto il mondo nella lingua scelta (tipo CNN/Al Jazira ma in lingua universale invece che in inglese)

Azione in Europa

La scelta dell'adozione del multilinguismo è stata ratificata in varie delibere e decisioni della UE. La ratio della scelta è quella dell'affermazione che la pluralità linguistica sia una risorsa e non un costo. Vista l'evidente infondatezza di questa affermazione, negata da ogni ricerca in merito. Visto come la falsità dell'asserto è chiaramente compreso dai dirigenti europei, come si intuisce facilmente dai continui tentativi di razionalizzare la situazione affermando alcune lingue Europee come "più ufficiali" delle altre, sino a ridurne il numero a 3: il Francese , il Tedesco e l'Inglese. Vista la palese inefficacia delle azioni che dovrebbero portare tutti i cittadini Europei a parlare 3 lingue europee, che quando si concretizzano, nei soliti pochi paesi virtuosi, portano nella stragrande maggioranza dei casi alla logica scelta dell'Inglese più un'altra, e sempre più spesso l'altra essendo una lingua Asiatica e non Europea. Il PP considera che tale scelta sia stata prodotta più da logiche ideologiche, di convenienza lobbistica, e di paura della novità che da una razionale analisi del reale. Per le suddette ragioni:

 - il PP è favorevole all'adozione di una lingua ausiliaria quale lingua universale internazionale da usarsi per i trattati e contratti internazionali, nonché a scopo turistico.  - il PP propone di modificare l'obbiettivo Europeo del multilinguismo sostituendo l'attuale "ogni cittadino europeo conosca almeno altre due lingue oltre alla propria lingua materna" con "ogni cittadino europeo conosca almeno la lingua ausiliaria universale e una lingua d'elezione oltre alla propria lingua materna".


Proposta "shock" ma che avendone la forza è attuabile

Il PP propone, una volta che sia stata concordata a livello mondiale la lingua ausiliaria universale, di attuare un piano straordinario di educazione capillare capace di portare almeno il 90% dei cittadini di ogni paese Europeo ad essere in grado di sostenere una normale conversazione in questa lingua entro 2 (DUE) anni dalla decisione.

Link per approfondimenti http://en.wikipedia.org/wiki/Esperanto http://en.wikipedia.org/wiki/Grin_Report http://www.youtube.com/watch?v=_YHALnLV9XU un'intervista interessante ad entusiasta esperantista http://benjamins.com/series/lplp/32-1/art/05lin.pdf, storia dell'esperanto in Cina e Giappone http://ec.europa.eu/languages/languages-of-europe/index_it.htm

|******************** END Lingua Universale ***************************|

Si, aprire un confronto nel forum e portare la riflession sull'esperanto in AP, può essere interessante, anche in relazione al fatto che da qualche anno, in rete, è disponibile un corso di esperanto gratuito e relativamente leggero, che data la facilità della lingua permette ottimi risultati di apprendimento. Più pirata di così, si muore.

POST SUL FORUM: Beh, diciamo che almeno nessuno si è opposto... direi che non interessa molto l'idea però (solo a gagga e me direi ;) ). Poi prob con quel papagno di roba che ho messo nel post anche io non ho proprio facilitato l'interesse. Ok, quindi siamo con il niente sulle questioni standard, una serie di idee più o meno interessanti ma tutte da verificare con la ciurma. Come procediamo? Postiamo qualche altra proposta e vediamo quella che suscita più interesse? O usciamo con un punto "estero" di mezza paginetta? Forse è la cosa migliore, dopotutto siamo Italiani e si sa che gli italiani tendono a guardare poco verso l'esterno, nessuno si aspetta molto da noi ;)

A me sarebbe venuto in mente anche di sostenere l'"Europa delle diverse velocità". Va fatto bene perché ci sono punti delicati e se fatto male diventa digregativo. Però si potrebbe cercare di organizzare qualcosa con delle regole tali da consentire di muoversi a chi vuole senza per questo generare spinte centrifughe. Che ne dite potrebbe interessare?

Si, potremmo uscire con un punto "estero" di mezza paginetta :D Mi sembra la cosa migliore da fare. Come procediamo?

Ok per la mezza paginetta: se  ti va di produrre la bozza, procedi. Sennò ci provo io

salve, sono luciana, vi segnalo un commento che ho aggiunto alla vostra discussione sul FORUM, topic "Premessa germanica", è una miniera di indicazioni operative. Alcune vorrei proporle a tutti i sottogruppi. C'è un mucchio di altre cose, sia teoriche che tematiche, che mi pare il caso vengano riprese. (Per non creare .equivoci, ripeto che l'obbiettivo di questa prima fase resta una scheda essenziale di ca due cartelle; questo non leva che si aprano riflessioni più estese e approfondite, da lasciare aperte anche oltre la conclusione della prima fase)  Penso di riprendere tutto sul forum, anche l'apertura nel pad di vari fogli tematici, secondo la proposta secondo me ottima di Gagga. Vi segnalo tutto questo per chiedere di ragionarci insieme.

Qua sotto la mia "introduzione" per le due paginette informative. Ho postato lo stesso sul forum.


Start ---------------------------------- 

La Comunità Europea - Breve Storia e Situazione

La comunità Europea è ad un bivio, o procede verso l'unione politica o si dissolve (IMO, ovviamente ;) ).

Volendolo trovare il momento chiave in cui si è prodotto l'attuale empasse è stato nel 2004: l'allargamento della UE ad altri 10 stati. Il problema che l'esecutivo Europeo, già in stallo, si sarebbero definitivamente paralizzate se non venivano create nuove regole era perfettamente compreso, e infatti parallelamente all'allargamento si varò il progetto per la nuova "costituzione europea", che doveva introdurre le regole e i meccanismi decisionali che avrebbero dovuto consentire una qualche capacità operativa.

La storia è molto interessante, tra l'altro come Italiani anche per il grande ruolo che personalità quali Amato e Prodi ebbero in tutta la vicenda (si veda ad esempio la storia del "Progetto Penelope" portato avanti dall'allora commissario Romano Prodi http://www.eurostudium.uniroma1.it/rivista/documenti/leone_penelope_parteprima.pdf ).

Comunque il progetto partorì un mezzo topolino e il nome troppo ambizioso di "Costituzione Europea" ne sancì la fine, perché portò al fallimento dei referendum confermativi in alcuni paesi e quindi ci si trovò in 25 e senza una riforma organica.

A quel punto si cercò di arrivare ad un nuovo trattato che recepisse almeno la parte operativa di quanto nel documento "costituzionale". Dopo notevoli resistenze da parte di Inghilterra, Francia e Polonia si arrivò ad una mediazione, tranne che con la Polonia che non voleva saperne di accettare il meccanismo della maggioranza qualificata per le decisioni in seno al Consiglio europeo. Alla fine la Merkel propose di convocare un consiglio intergovernativo di ratifica senza invitare il leader Polacco: la minaccia era chiara ed esplicita, la Polonia sarebbe stata esclusa dal nuovo trattato diventando membro di serie B. Questo servi a ridurre a più miti consigli la leadership Polacca. Si arrivò così al Trattato di Lisbona (dicembre 2007), che in pratica riforma i trattai precedenti. Da notare che viene dato il valore di trattato alla carta di Nizza ("Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea"). Trovate tutti i materiali qui http://www.consilium.europa.eu/documents/treaty-of-lisbon?lang=it

Andiamo a vedere la struttura delle istituzioni europee (http://europa.eu/about-eu/institutions-bodies/index_it.htm) e le principali novità introdotte dal Trattato di Lisbona (http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/en/ec/111652.pdf un po' più approfondite in Inglese - aargh! voglio la LINGUA AUSILIARIA! ;) ):

Il Consiglio Europeo

http://europa.eu/about-eu/institutions-bodies/european-council/index_it.htm Composto dai capi di stato o di governo delle nazioni europee, si riunisce ogni 6 mesi e vi partecipano inoltre i Presidenti del Consiglio Europeo e quello della commissione. Il suo scopo è quello di presiedere allo sviluppo dell'unione e definirne gli orientamenti politici e le priorità politiche generali. Non ha potere legislativo. Nomina il proprio Presidente, l'Alto rappresentante e i membri della Commissione. Nel caso dei membri della commissione questi devono poi essere approvato dal Parlamento che ha potere di rifiutare una nomina e anche di sfiduciarne un membro (ricordate l'affaire Buttiglioni? ;) ). Fate attenzione, perché questo consiglio semestrale è nei fatti l'organo sovrano dell'unione, per questo è così importante la creazione di una figura permanente: il Presidente del Consiglio Europeo. Attenzione a distinguerlo dal Consiglio dell'Unione Europea, descritto in seguito.

Commissione Europea

http://europa.eu/about-eu/institutions-bodies/european-commission/index_it.htm Composto da 27 membri, uno per nazione, ciascuno con ruoli specifici tipo "ministri". E' uno strano ibrido, perché si tratta di un organo legislativo, anzi è da qui che partono le proposte di legge che devono essere approvate dal Parlamento Europeo. Però segue anche l'applicazione delle norme, quindi assomiglia un po' ad un governo che non ha niente da governare. Comunque: << La Commissione rappresenta e tutela gli interessi dell'UE nel suo insieme. Sovrintende ed esegue le politiche dell'UE:  - propone atti legislativi al Parlamento e al Consiglio  - gestisce il bilancio dell'UE e attribuisce i finanziamenti  - vigila sull'applicazione del diritto dell'UE (congiuntamente alla Corte di giustizia)  - rappresenta l'Unione europea a livello internazionale, per esempio nei negoziati con paesi terzi per la conclusione di accordi. >>

Parlamento europeo

http://europa.eu/about-eu/institutions-bodies/european-parliament/index_it.htm Direttamente eletto dal popolo europeo i suoi parlamentari si organizzano per schieramento politico e non per nazione (finalmente). Deducete i suoi poteri dalle descrizioni degli altri organi ;)

Consiglio dell'Unione europea

http://europa.eu/about-eu/institutions-bodies/council-eu/index_it.htm Questo è un vero capolavoro ::). Nominalmente è composto da tutti i ministri di tutti i governi dell'unione. A seconda della tematica in discussione al momento ci saranno i ministri competenti. Lo presiede uno dei ministri a seconda dello stato che è in quel momento in carica (rotazione semestrale). In pratica dovrebbe servire per favorire l'adozione delle politiche Europee da parte degli stati membri, e per far si che questi abbiano voce in capitolo alla loro definizione, infatti è organo legislativo: assieme al parlamento deve ratificare le leggi proposte dalla commissione. Quando si riuniscono i ministri degli esteri ecco che il presidente diventa l'Alto rappresentante. Infatti è questo il luogo d'elezione per le politiche "comuni" della UE, in quanto è qui che si possono coordinare e condividere le azioni dei vari governi.

Presidente del Consiglio europeo

http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/en/ec/111652.pdf Di fatto introdotta nel trattato di Lisbona viene eletto con maggioranza qualificata dal Consiglio europeo. Il mandato dura 2,5 anni ed è rinnovabile 1 volta (5 anni max). L'idea è che Il presidente del Consiglio europeo:  • presiede e anima i lavori del Consiglio europeo • assicura la preparazione e la continuità dei lavori del Consiglio europeo, in cooperazione con il presidente della Commissione e in base ai lavori del Consiglio "Affari generali" • si adopera per facilitare la coesione e il consenso in seno al Consiglio europeo • presenta al Parlamento europeo una relazione dopo ciascuna delle riunioni del Consiglio europeo

Inoltre assicura, al suo livello e in tale veste, la rappresentanza esterna dell'Unione per le materie relative alla politica estera e di sicurezza comune, fatte salve le attribuzioni dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza.

Alto rappresentante dell'UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza

http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cmsUpload/Background-HighRepresentative_IT.pdf In pratica una specie di ministro degli esteri, è incaricato della politica estera e di sicurezza comune (PESC). E' vicepresidente della Commissione Europea e come tutti i membri della commissione è soggetto anche all'approvazione del parlamento. La cosa più interessante, soprattutto per il gruppo esteri, è l'istituzione del l'EEAS (Servizio europeo per l'azione esterna, http://www.eeas.europa.eu/index_it.htm), che in pratica è un vero e proprio "ministero degli esteri", con tanto di corpo diplomatico e ambasciate a giro per il mondo.

Nell'EEAS confluiscono anche rappresentanti di:  - EUMS (personale esercito europeo)  - CPCC (traduzione: polizia europea)  - INTCEN (Intelligence)

Il trattato sull'Unione europea dove sta scritto come funziona il tutto (Titolo V, Disposizioni generali sull'azione esterna dell'unione e disposizioni specifiche sulla politica estera e di sicurezza comune) http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:C:2010:083:0013:0046:IT:PDF

E' esplicita ed evidente l'intenzione di potenziare e dare un peso all'EU a livello internazionale, ma questo non deve ingannare, non siamo ancora all'affermazione di una politica estera comune, cosa resa evidente da alcuni "particolari":  - le decisioni in materia di politica estera e difesa non seguono la regola della doppia maggiornaza ma quelle dell'unanimità  - le varie cariche in organi internazionali detenute dalle nazioni non vengono in alcun modo accorpate o cogestite. L'alto rappresentante svolgerà un'azione di coordinamento delle politiche nazionali seconod principi di collaborazione volontaria (Si veda a tal proposito l'Articolo 34 del trattato sull'unione su citato)

Altrettanto esplicita è l'itenzione di creare un esercito Europeo, anche se concretamente siamo ben lontani dall'aver dato una roadmap con passaggi e scadenze (si veda, sempre TITOLO V del trattato la SEZIONE 2, DISPOSIZIONI SULLA POLITICA DI SICUREZZA E DI DIFESA COMUNE, in particolare il comma 2 dell'Art. 42 che recita: "... condurrà a una difesa comune quando il Consiglio europeo, deliberando all'unanimità, avrà così deciso. ...").

=Europa a più velocità=  Punto chiave del trattato è il TITOLO IV. In esso si danno le linee generali per quella che vengono chiamate "COOPERAZIONI RAFFORZATE". Sono viste con molta paura in ambito Comunitario, perché di fatto consentono di creare un unione nell'unione, e il pericolo di ritrovarsi con nazioni di serie A e nazioni di serie B e C è concreto. Però il trattato contene già tutti i vincoli per rendere tali cooperazioni sempre aperte a chi vi coglia partecipare e la situazione critica attuale, unita all'esperienza di quanta fatica costi fare anche il più piccolo passo avanti ( e quanto poco basti invece per tornare indietro ) le rende a mio avviso una strada da percorrere con convinzione, assieme a chi ci sta.



PROPOSTA PREAMBOLO con EUROPA a PIU' VELOCITA' -----------------------------------------------------------------

La Comunità Europea è ad un bivio, o procede verso l'unione politica o si dissolve. Dopo il fallimento del debole tentativo di Costituzione Europea, il trattato di Lisbona ha fallito l'obbiettivo di tracciare un percorso sufficientemente chiaro, credibile e concreto. Non assegna scadenze agli obiettivi più ambiziosi, si arrende al criterio dell'unanimità per decisioni su materie fondamentali quali la fiscalità, la sicurezza sociale, la politica estera, la difesa e la polizia.

Il PP-IT, considerando la natura globale dei sui interessi, è favorevole al rafforzamento della governance internazionale; la sua visione è in linea con l'ideale universalista di un'umanità unita nella differenza di ciascun popolo.Sostiene quindi il rafforzamento dell'Organizzazione delle Nazioni Unite.   La Comunità Europea è l'esperienza più ambiziosa e avanzata realizzata in tutta la storia dell'uomo di un'unione politica nel rispetto delle reciproche differenze. Non siamo disposto ad osservarne in silenzio il fallimento, per la mancanza di coraggio, gli egoismi personali delle sue leadership, o i ciechi egoismi del populismo nazionalista.

In questo contesto il PP-IT sostiene con forza il rafforzamento dei caratteri federali dell'Unione Europea, la partecipazione di tutti gli stati volenterosi a sfruttare tutte le occasioni per instaurare cooperazioni rafforzate, secondo quanto previsto dal Titolo IV del trattato sull'unione, a creare sinergie politiche ed economiche tali da rendere chiaro al mondo intero che il processo di integrazione politica dell'Unione Europea è irreversibile e concreto, è un modello che mostra una nuova strada possibile per tutta l'umanità.

Buttiamo il cuore oltre l'ostacolo e realizziamo finalmente quell'Europa dei popoli e per i popoli che i nostri padri hanno sempre sognato, una grande potenza di pace, intelligenza, condivisione e tolleranza; un dono immenso per i nostri figli e l'intero genere umano.


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PROPOSTA x Dazi etici sulle merci -----------------------------------------------------------------

Un grande cambiamento è in atto. L'impatto delle nostre attività economiche sta modificando il pianeta, le nuove tecnologie già oggi ci permettono di realizzare manufatti in quantità sempre crescente, rendendo il lavoro umano sempre più marginale. Le visioni economiche tradizionali sono del tutto insufficienti a dare una risposta positiva a queste problematiche e alle nuove opportunità che si stanno concretizzando.

L'alimentazione della popolazione è quasi interamente affidata al libero mercato, che abusa di prodotti chimici ed energia per ottenere prodotti a prezzi sempre più bassi. Alla consapevole spesa delle persone al mercato si aggiunge la inconsapevole spesa sanitaria, spesso accollata al sistema sanitario di sussistenza nazionale, il depauperamento del suolo e la distruzione di interi ecosistemi.

La globalizzazione dei mercati, la governance mondiale guidata dai grandi capitali internazionali, la fede suicida nello sviluppo infinito del PIL, un indicatore che premia lo spreco e la generazione di prodotti altamente deperibili e defective by disign, tutto questo sta distruggendo il nostro presente e trasformando la promessa insita nel futuro in visioni di distruzione e rovina. La concorrenza spietata alla minimizzazione dei costi produttivi, trasferita dal mercato a concorrenza fra le nazioni, sta riproducendo il proletariato ottocentesco - escluso dal godimento dei beni che contribuisce a produrre - sta distruggendo decenni di conquiste sui diritti del lavoro e il rispetto della dignità umana.

Alternative devono essere trovate: lo sviluppo deve essere sostenibile, i bisogni e i sogni dell'uomo devono trovare la loro collocazione nel processo economico, la produzione di merci più durature e salutari devono essere premiate dal mercato. Le merci devono introitare i costi indiretti che ora vengono scaricati sulla popolazione, sugli stati e sul pianeta.

Per porre un primo freno e riportare i mercati sotto il governo dei popoli proponiamo una revisione dei trattati internazionali del commercio. Sosteniamo l'introduzione da parte della Comunità Europea di dazi sulle merci basati su parametri etici quali il rispetto dei diritti umani e di quelli dei lavoratori, il rispetto delle norme ambientali e l'impatto ambientale dei metodi produttivi, la salvaguardia dell'ecosistema, l'impatto sulla salute. 


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